- ROMA - 31/03 - Pendulum @ Brancaleone
- ROMA - 30/03 - Mika Vainio @ Init
- ROMA - 30/03 - Trentemøller @ Alpheus
- ROMA - 10/03 - Benny Benassi & Eric Pridz @ Atalntico
- ROMA - 09/03 - Nina Kraviz & Fred P @ Rebel Rebel Warehouse
- ROMA - 09/03 - Joaquin "Joe" Claussell @ Room 26
- ROMA - 09/03 - RAIDERS OF THE LOST ARP @ Lanificio 159
- ROMA - 09/03 - DIXON @ Rashomon
- ROMA - 09/03 - Speedy J @ Rashomon
- ROMA - 09/03 - 2000 AND ONE @ Saponeria
- ROMA - 08/03 -Agoria @ Goa
- ROMA - 25/02 - Tale Of Us @ Rashomon
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Come annunciato nel precedente articolo, qualche giorno fa ci siamo recati all’LPM. Non vi ricordate cos’è? O forse non avete semplicemente idea di cosa sia? Per voi, un breve riassunto: LPM sta per Live Performers Meeting, ed è un festival la cui ultima edizione si è tenuta qualche giorno fa a Roma al Nuovo Cinema Aquila, zona Pigneto.
Il festival aveva una portata internazionale e sono stati numerosi gli artisti che si sono esibiti nelle sale del cinema, che per l’occasione erano state riadattate a dei mini palchi per le curiose esibizioni live che vi sarebbero state eseguite. Beh, molte performance sono state veramente interessanti, così come si sono potute vedere e provare tecnologie d’avanguardia, ma la crew che più ci aveva incuriosito, ebbene sì, non s’è esibita dentro una sala. Il loro posto infatti, era all’interno di un appartamento di fronte al cinema -dall’altro lato della strada- da dove, con un proiettore, si cimentavano nel tipo ti arte di cui oramai siamo dichiaratamente innamorati: il Mapping.
Ne abbiamo parlato in svariati articoli, e mai ci stuferemo di farlo, perchè difficilmente, al momento, si trova un’arte che sappia fornire un intrattenimento migliore. Ogni volta ci siamo arrovellati tentando di darne una definizione concisa, ma è una cosa che stavolta non sarà necessario fare: ci penseranno infatti i ragazzi della crew di Roberto Fazio, venuti a Roma per tenere il corso di P2P strategies for 3D Architectural Video Mapping. Abbiamo quindi “rapito” lui e i suoi colleghi per un’intervista lampo, di cui, qui sotto, vi riportiamo gli estratti più importanti.
Dunque, Roberto, io ogni volta che provo a spiegare cos’è il Mapping o parlo mezz’ora o mi trovo costretto a far vedere qualche filmato. Sapresti darci una definizione sintetica?
Il Mapping è una tecnica di videoproiezione tridimensionale applicata all’architettura. Si tratta di utilizzare il video, in 3D, in uno schermo che non è più uno schermo, ma che in questo caso è un’architettura. In questo modo si creano degli effetti, delle illusioni ottiche. questa cosa poi si può applicare non solo ad edifici, ma anche a degli oggetti. Per ottenere tutto questo, si devono ovviamente studiare le planimetrie dell’edificio, e creare degli effetti appositi.
Il vostro corso in cosa consiste? Che percorso fate seguire ai partecipanti?
Diciamo che abbiamo cercato di dare, in 4 giorni, un’idea generale di tutte le fasi critiche del progetto. Le 4 fasi si sviluppano nell’ideazione, la modellazione 3D, l’animazione e poi il rendering e la finalizzazione del progetto. Ognuna di queste fasi è stata fatta cercando di sfruttare al meglio la collaborazione tra di noi, e quindi cercando di dare i fondamenti del Mapping, ma anche dei consigli su come massimizzare gli effetti della collaborazione tra i vari studenti.
Una piccola riflessione. Questo LPM è soprattutto un festival di arti visuali coordinate alla musica. Tuttavia, per quello che ho potuto notare, il Mapping si pone come qualcosa di diverso, dove si elabora un effetto visivo a cui invece -all’opposto di quanto detto finora- la musica viene creata in relazione alle immagini. Avviene sempre così?
È una cosa di cui abbiamo parlato proprio oggi, perchè sembrava che la parte audio fosse uno dei punti a cui i partecipanti tenevano particolarmente. Beh, dipende da che tipo di lavoro uno vuol fare. Non c’è una regola fissa, si può creare un’animazione live sincronizzata a una traccia audio da te creata, o viceversa. Niente schemi prestabiliti, quindi. Ci si può approcciare come a un live oppure no. Noi, probabilmente, creeremo prima una traccia video e poi andremo a comporre una colonna sonora adatta alla conformazione grafica. Ma, come già abbiamo detto, regole vere e proprie non ce ne sono. Ognuno è libero di fare quello che vuole, è quello a cui teniamo di più.
E noi ci tenevamo a sentirlo dire. In bocca a lupo per tutto, e a presto!
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