- ROMA - 31/03 - Pendulum @ Brancaleone
- ROMA - 30/03 - Mika Vainio @ Init
- ROMA - 30/03 - Trentemøller @ Alpheus
- ROMA - 10/03 - Benny Benassi & Eric Pridz @ Atalntico
- ROMA - 09/03 - Nina Kraviz & Fred P @ Rebel Rebel Warehouse
- ROMA - 09/03 - Joaquin "Joe" Claussell @ Room 26
- ROMA - 09/03 - RAIDERS OF THE LOST ARP @ Lanificio 159
- ROMA - 09/03 - DIXON @ Rashomon
- ROMA - 09/03 - Speedy J @ Rashomon
- ROMA - 09/03 - 2000 AND ONE @ Saponeria
- ROMA - 08/03 -Agoria @ Goa
- ROMA - 25/02 - Tale Of Us @ Rashomon
- Errore
-
- JUser::_load: Unable to load user with id: 66
- Letto 378 volte
- Video

L’altro giorno mi sono visto Limitless.
E voi potreste dire: “Ma che me ne frega, a me?”
Beh, a parte il fatto che se diceste così avreste anche ragione, c’è da dire che quello film è un film spettacolare, o perlomeno dall’idea di base spettacolare ma strutturato forse frettolosamente – poteva essere benissimo all’altezza di un Fight Club, con cui condivide anche delle sonorità simili (la colonna sonora del famigerato film di David Fincher fu prodotta dai Dust Brothers, ovvero il duo di elettronica che costrinse i Chemical Brothers a cambiare nome) e un montaggio quasi videoclipparo che è un piacere a guardarsi. Nulla di esagerato, beninteso, rimane un film dal montaggio moderno ma mai sopra le righe, al contrario di pellicole - ad esempio - come Sucker Punch di Zack Snyder (quello di 300 e Watchmen) che tengono spostato tutto il peso sulla forma e poco si curano della sostanza.
Fortunatamente questo non è il caso di Limitless (regia: Neil Burger), che oltre ad essere un film molto intrigante ha dalla sua una colonna sonora, composta da Paul Leonard Morgan, che suona assai debitrice ai vari ibridi elettrofili anni 90, un piccolo gioiello di soundtrack a metà tra il determinato e il riflessivo, perfettamente il linea con l’andamento del film. I brani ricalcano la sensazione di viaggione ultramoderno, una sorta di psichedelia in versione metropolitana.
La OST del film principalmente ha due temi-cardine (uno per l’azione, l’altro per i momenti di quiete), declinati di volta in volta a seconda della chiave emozionale prescelta. Di questi, alcuni brani meritano una menzione particolare.
Cominciamo dall’Opening, che pare uscita dal suono dei Nine Inch Nails degli ultimi anni 90 (i tempi supercool The Perfect Drug, e del monolitico The Fragile), con schitarramenti che quasi ricordano la scena nu-metal più condita da suoni elettronici (gli Orgy, i P.O.D. ai tempi di Matrix Revolutions). Come ciliegina sulla torta, il film stesso contiene un brano uscito dalle manine di Trent Reznor, che presosi una pausa dai suoi NIN ha dato vita ad un interessante side project, ovvero gli How To Destroy Angels – il brano in questione è The Believers, e qui potete scaricare gratuitamente l’EP che lo contiene in via perfettamente legale, grazie alla tutt’ora inspiegabile generosità della band.
Tornando al tema principale, e quindi alle influenze che colmano lo score di Paul Leonard Morgan, un altro paragone illustre che viene da fare, in particolar modo coi brani Hiring Eddie e Trading Up, è quello con le musiche del piccolo film culto Lola Rennt (Lola Corre). In quel caso le tracce della colonna sonora erano delle piccole perle di techno teutonica, che furono poi rubacchiate da molti programmi tv – il tema di Lola Corre è il sottofondo del famoso e parodiatissimo Real TV.
Continuo quindi con la lista di sonorità affini, sperando che poi vi dirigiate verso la Feltrinelli più vicina a comprare tutto – una colonna sonora simile che potete trovare, infatti, è quella composta dai Massive Attack per Danny The Dog, che anzi sembrano essere tra le principali influenze per la composizione di questa OST. Il suono del trip-hop (torna il tema del “viaggione metropolitano”) è quello che scandisce il tempo per tutta la durata del film, e a cui va a sommarsi un sound tipicamente ottantino ma finemente rimodernato. Il risultato è un punto d’introntro tra i Depeche Mode e i Porthishead, come nello splendido brano Trippy.
L’unica nata dolente di queste musiche è la loro durata – alcune tracce sono così belle che avrebbero meritato una versione prolungata (prima su tutte Psyched, che vorrei tanto durasse di più), ma proprio per il montaggio “strafico” che caratterizza il film la cosa non era evidentemente possibile.
Tuttavia, possiamo consolarci col brano Happy Pills che – essendo stato concepito per i titoli di coda – ha un’estensione temporale ben più goduriosa, ed è di conseguenza la traccia più “diffondibile” di questo lavoro.
Una piccola chicca, però, ve la offro col video qua sotto: sono i titoli di testa del film, ovvero la sintesi di “trip urbano” – anche e soprattutto a livello visivo - di cui finora si andava parlando.
Guardateli, e non ve ne pentirete.
Diventa Produttore e Live Performer esplorando a fondo tutte le potenzialità di Ableton Live.
Impara a esibirti dal vivo in un Digital DJset o una Live Performance sfruttando le massime potenzialità di Ableton Live 
E' il processo di rifinitura finale di una produzione musicale. Con questo corso imparerai a far suonare le tue tracce come non avevi mai sentito prima.
Preparati ad un viaggio approfondito sul suono e sulle tecniche per la sua lavorazione in ambito musicale.
Scopri come nasce il suono e impara a creare la tua libreria personalizzata con le tecniche di sintesi digitale più sofisticate.
Diventa Produttore e Live Performer con un percorso didattico completo composto dai 3 moduli: Sound Design, Ableton Live, Mixing & Summing.
Un corso di tecnica del suono concepito su misura per i musicisti/produttori
Utilizza in modo consapevole e creativo tutti gli strumenti di Ableton Live preposti al mixing.
Impara a creare i tuoi strumenti e processori sonori personali con Max/MSP e ad utilizzarli all'interno di Ableton Live.





